Difesa dei risparmiatori, Giuseppe Stabile (Cgie): “Garanzia del risparmio, non solo tutela”

“Garanzia del risparmio, non solo tutela”, con queste parole il consigliere Cgie di Spagna e Portogallo, Giuseppe Stabile, riporta all’attenzione un problema mai del tutto chiarito, almeno in Italia, sugli equilibri (o per meglio dire sugli squilibri) tra una tutela de facto solo formale e un’assenza invece di garanzia sostanziale per quei risparmiatori che dovessero trovarsi a divenire vittime del sistema bancario o finanziario. “Il richiamo costituzionale alla tutela del risparmio (art.47), recentemente sottolineato dallo stesso Capo dello Stato, in data 30 ottobre 2020, rappresenta uno strumento fondamentale per il benessere e l’immagine del nostro Paese. Grazie alla gestione del risparmio, infatti, da parte dello Stato, delle imprese bancarie e/o altri intermediari, si ha la possibilità di rendere le proprie risorse disponibili ad altri attraverso soprattutto il sistema finanziario che le impiega in investimenti”, spiega appunto Giuseppe Stabile in una nota mettendo in luce come una gestione oculata dei risparmi da parte del sistema finanziario possa garantire a sua volta tutto un circolo economico virtuoso. “È proprio per questa importanza, di funzione di interesse pubblico, che sul piano costituzionale, armonizzato a livello europeo, alla tutela del risparmio si dovrebbe attribuire un significato talmente ampio da consentire ai risparmiatori la garanzia diretta ed immediata a salvaguardia delle crisi finanziarie, dei dissesti bancari (o crack) o semplicemente dall’eventuale incapacità della classe dirigente, per non dire addirittura di ingerenza sulla sovranità dello Stato, giusto per evitare anche la beffa di dover adire ai tribunali con rischi di attesa biblica e maggiori spese ed incombenze, naturalmente tutte a carico del risparmiatore, che ne incentivano l’abbandono per KO tecnico”, è l’amara considerazione del consigliere Cgie che denota come il risparmiatore si senta catapultato in un duello impari: un Davide contro Golia dove però in tal caso l’esito darebbe ragione al gigante di tre metri e non al piccolo pastorello armato solo di buona volontà. “Una responsabilità in tal senso sarebbe da affidare agli organi di governo del credito, visto l’impatto sociale che ne deriva, dove lo sviluppo economico passa attraverso la capacità di iniziative dirette alla crescita dell’economia reale che a sua volta dipende dalla fiducia da parte del risparmiatore o investitore, nazionale o in chiave sovranazionale”, conclude Giuseppe Stabile con una riflessione di più ampio respiro che travalica i confini nazionali.

nell’immagine giuseppe stabile, fonte facebook

Author: Simone Sperduto

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