Top 4…terza edizione

La “Top 4” dei libri letti nel 2019-2020 nella categoria “In punta di penna”: “Senza Respiro” di Walter Serra – “Un secondo dopo l’altro” di Gabriele Ziantoni – “Dì la verità anche se la tua voce trema” di Daphne Caruana Galizia – “Giulio fa cose” di Paola Deffendi e Claudio Regeni, con Alessandra Ballerini

(nota bene: l’ordine di pubblicazione della recensione a seguire non rispecchia il giudizio ma semplicemente la cronologia della lettura)


“Senza respiro” di Walter Serra

Un thriller mozzafiato ambientato nella Repubblica di San Marino, con continui colpi di scena che trascinano il lettore da una pagina all’altra. Maura Porcu è un agente di polizia presso la Questura di Bologna. Dopo essere stata sospesa dal servizio, decide di prendersi una pausa e si reca a San Marino; tuttavia la secolare calma e tranquillità di quella terra verrà interrotta da una serie di delitti. Delitti che non potranno lasciare indifferente Maura Porcu, benché sospesa dal servizio e per di più oltreconfine. Dietro quella macabra scia di omicidi si cela infatti Vortice, un misterioso serial killer che sembra quasi perseguitare la poliziotta sfidandola a catturarlo. Tra i vicoli, le contrade storiche e i borghi alle pedici del Monte Titano, aiutata dai colleghi della Polizia Civile sammarinese, Maura Porcu scoprirà quanto prima che il killer è legato a un passato che la riguarda molto da vicino.

 

 

Giudizio

Ritmo veloce e sapiente trama narrativa fanno di questo libro un ottimo thriller. Poco spazio viene concesso alla descrizione dei luoghi: una scelta coerente con l’idea di dare rapidità all’azione contribuendo ad esaltare le gesta dei protagonisti.


“Un secondo dopo l’altro” di Gabriele Ziantoni

Roberto Fortini è un professore universitario precario ed è da poco diventato padre. La sua vita è sconvolta da una successione di avvenimenti, un secondo dopo l’altro, legati a una difficile relazione con una studentessa: una relazione che rischia di destabilizzare seriamente la famiglia del professore, nella quale ha da poco fatto il suo ingresso la neonata Giulia. La studentessa lo ricatta, anche attraverso le numerose chat compromettenti tra i due; quindi alla fine lo minaccia di raccontare tutto alla compagna. Roberto decide a quel punto di trovare una soluzione ai suoi problemi, per quanto essa sia drastica e addirittura incredibile.

 

 

 

 

Giudizio

Il titolo del libro riassume perfettamente l’idea di un susseguirsi repentino di avvenimenti che si accavallano in maniera armoniosa. L’uso di frasi brevi e del “punto fermo” velocizzano il ritmo così tanto da rendere quest’opera un romanzo-thriller.


“Dì la verità anche se la tua voce trema” di Daphne Caruana Galizia

“Ci sono corrotti ovunque si guardi, la situazione è disperata”: con questa frase si chiude l’ultimo articolo pubblicato dalla giornalista maltese DaphneCaruana Galizia in quel tragico 16 ottobre 2017. Pochi minuti dopo aver pubblicato l’articolo sul suo seguitissimo blog Running Commentary, la giornalista verrà uccisa in un attentato: la Peugeot 108 con la quale si stava allontanando da casa salterà in aria, non lasciandole scampo. Come ha raccontato Roberto Saviano, nella prefazione al libro, per compiere l’efferato omicidio è bastato un sms (il cui testo era #REL1=ON) inviato da una barca vicino alla costa all’ordigno piazzato sotto la vettura della giornalista. “To rely on  in inglese vuol dire fare affidamento su – ha spiegato Saviano – e quindi era un codice che racchiudeva la sinistra certezza di fare affidamento sul tritolo”. Il perché di questo omicidio va ricercato nei 30 anni di giornalismo investigativo di Daphne attraverso i quali ha denunciato i lati oscuri di Malta: dalla corruzione dei suoi politici al narcotraffico, passando per la vendita delle cittadinanze maltesi, per il riciclaggio di denaro sporco e per le ingerenze del regime azero sulla politica locale; infine il ruolo di Malta nello scandalo internazionale conosciuto come Panama Papers. “Quando un giornalista viene ucciso ne soffre tutta la società”, ha scritto Margaret Atwood.

Giudizio

Per dirla sempre con le parole di Saviano, il libro offre una fisionomia organica all’enorme lavoro di ricerca svolto da Daphne. Un’eccellente raccolta che rende davvero l’idea anche della poliedricità della giornalista che tratta argomenti di alta finanza, politica internazionale e cronaca giudiziaria con la stessa dimestichezza con la quale ci offre anche degli spaccati di vita quotidiana.


“Giulio fa cose” di Paola Deffendi e Claudio Regeni
con Alessandra Ballerini

“Abbiamo visto tutto il male del mondo sul suo corpo. Ma tutto il male del mondo è anche quello che è attorno a Giulio: omertà, paura, intrighi, depistaggi. Il coraggio è andare avanti, giorno dopo giorno, sapendo che esiste tutto questo”. Basterebbero queste brevi frasi dei genitori, autori del libro, per spiegare il rapimento, le torture e alla fine l’omicidio di Giulio Regeni: eventi avvenuti in un arco temporale di pochi giorni, dopo la scomparsa del giovane ricercatore italiano avvenuta la sera del 25 gennaio 2016 nella città de Il Cairo. Giulio Regeni era in Egitto per completare una ricerca partecipata, con interviste sul campo, riguardante i cosiddetti sindacati indipendenti: ricerca valevole per il suo dottorato presso l’Università di Cambridge. Nell’Egitto di Al-Sisi fare domande in giro oppure dare solo l’idea di esporsi a favore di chi è avverso al regime può significare un triste destino: come quello subito dal nostro connazionale che è simile, per molti aspetti, al destino di tanti egiziani che vengono arrestati e torturati perché manifestano per i diritti e le libertà. Al momento dell’uscita del libro all’inizio del 2020, quattro anni dopo l’omicidio di Giulio Regeni, cinque agenti dei servizi segreti egiziani risultano iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Roma, con l’accusa di aver preso parte al sequestro del giovane ricercatore. Se si è giunti ad avere degli indagati è stato grazie al lavoro degli investigatori italiani e della Procura di Roma, che sono riusciti ad andare oltre i vergognosi tentativi di depistaggio messi in atto dall’Egitto. Chi leggerà il libro e chi magari avrà seguito le vicende più recenti di questa storia arriverà probabilmente alla seguente conclusione: ossia esigere da tutta la politica italiana – e non solo da parte di singoli parlamentari volenterosi o membri della Commissione parlamentare d’inchiesta – lo stesso impegno messo in campo dagli investigatori e dalla Procura di Roma nel cercare verità e giustizia per questo connazionale che è stato sequestrato, torturato ed ucciso in Egitto mentre lavorava come ricercatore. E’ bene sottolineare, casomai ce ne fosse bisogno, che i diritti umani vengono prima dei rapporti economici tra Paesi.

Giudizio

Ottimo libro, elaborato con un linguaggio chiaro e diretto: due elementi che spesso mancano al burocratese e al politichese delle istituzioni.