Commemorazione Marcinelle

MAR DEL PLATA (8 Agosto 2021) – L’associazionismo marplatense ha ricordato in un webinar la Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo che coincide con l’anniversario della tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto del 1956 con la morte di 262 lavoratori, di cui 136 italiani. Ad organizzare l’evento sono state diverse associazioni di Mar del Plata: Società Italiana ‘Le Tre Venezie’, Associazione ‘Terra’, Unione Regionale Marchigiana e Centro Pugliese. L’evento è stato moderato da Marcelo Carrara, consigliere Cgie-Argentina, e aperto dai saluti di Santo Purello, Console d’Italia a Mar del Plata, che ha letto il messaggio istituzionale del Ministro degli Esteri per questa Giornata nazionale. Michele Schiavone, Segretario Generale del CGIE, ha ricordato che l’approccio a questa giornata è particolarmente sentito per gli italiani all’estero. “La nostra riflessione va al di là dei discorsi istituzionali perché è una riflessione vera e profonda, dovuta alla riconoscenza verso le nostre famiglie”, ha commentato Schiavone ponendo l’attenzione sulla particolare sensibilità di quanti sono nati all’estero. Il ricordo si è spostato quindi sulla figura di Mirko Tremaglia “che si è battuto per gli italiani all’estero ed anche a lui va riconosciuto il merito se nella storia nazionale c’è oggi lo spazio per narrare queste vicende delle nostre comunità”, ha aggiunto Schiavone sottolineando come Marcinelle sia una delle tragedie più grandi, non solo per i numeri. “A Marcinelle c’è stata la perdita dei valori per il baratto, dell’uomo per l’economia perché l’Italia aveva bisogno di materie prime per potersi risollevare nel dopoguerra”, ha precisato Schiavone. Lo scrittore Emanuele Corocher, autore di ‘Morire a Marcinelle’, ha ricordato proprio il lavoro massacrante e la routine quotidiana di questi minatori. Tutti quei minatori sono in qualche modo protagonisti del libro ma nel racconto di Corocher ce n’è uno in particolare: il veronese Giuseppe Corso. Corocher ha ricordato che anche a Rivoli Veronese si è celebrata questa giornata dedicata ai caduti sul lavoro. “Marcinelle ha fatto riflettere i governi di tutta Europa e non solo: questa immensa tragedia ha spinto i governi a progettare leggi inerenti la tutela dei lavoratori per un lavoro più sicuro, sano e dignitoso”. Il giornalista Simone Sperduto ha invitato a riflettere sul fenomeno emigratorio italiano, che appare invece marginale nel dibattito pubblico, politico e mediatico italiano.  Un altro aspetto riguarda la necessità di contestualizzare meglio la tragedia di Marcinelle. “Ci si è spesso soffermati sull’aspetto processuale di quanto accaduto in quella tragedia; molto meno si è dibattuto sull’aspetto storico-politico per comprendere meglio quale fosse il contesto che portò in quegli anni tanti italiani ad emigrare”, ha spiegato Sperduto riferendosi all’accordo bilaterale tra Italia e Belgio tristemente noto come ‘uomini contro carbone’. “Se oggi ci scandalizziamo di fronte alla mancanza di diritti per i lavoratori, non dobbiamo dimenticare che queste cose già avvenivano in passato e bisogna apprendere dalla storia”, ha precisato Sperduto. Marcelo Castello, Presidente della Federazione Abruzzesi in Argentina, ha ricordato che si tratta di una giornata che fa “onore agli italiani nel mondo che hanno contribuito ad accrescere con il lavoro la terra in cui sono emigrati”. La scrittrice e ricercatrice Adriana Pisani ha dal canto suo parlato della tragedia, ossia della tormenta, di Santa Rosa che nel 1946 vide naufragare nelle acque di Mar del Plata cinque imbarcazioni con i relativi equipaggi. Di questo evento tratta in particolare in una delle sue diverse pubblicazioni, ‘Vuelven los pescadores’, dove sono racchiuse testimonianze dei familiari dei pescatori dispersi. “Mi ha molto commosso la storia dell’equipaggio italiano dell’imbarcazione ‘Pumara’ originario di Porto Recanati”, ha precisato Pisani ricordando un saldo molto pesante lasciato da quella tormenta con un totale di oltre 30 pescatori morti e solo pochissimi superstiti. Sergio Patruno, Presidente del Centro Pugliese Marplatense, ha ricordato come questa Giornata debba servire a onorare la memoria di tanti connazionali. Anche Patruno ha inoltre citato il più volte menzionato accordo italo-belga che prevedeva per l’Italia l’invio di 50mila lavoratori italiani in cambio di carbone. “Bisogna insegnare ai giovani la sicurezza sul lavoro e tenere a mente che i nostri genitori e nonni con tanto sacrificio hanno portato prosperità e progresso con il proprio lavoro”, ha commentato Patruno. Stella Radicioni, membro dell’Unione Marchigiana di Mar del Plata, ha ricordato come molti marchigiani minatori morirono nella tragedia di Marcinelle; a sua volta ha voluto omaggiare i pescatori vittime della tormenta di Santa Rosa. Mariano Gazzola, Vicesegretario Generale Cgie per l’America Latina, ha rimarcato a sua volta come quella di Marcinelle non sia stata certamente l’unica tragedia benché sia stata particolarmente grave per le modalità di lavoro che erano già di per sé un sacrificio. “La sciagura di Marcinelle è quella che di più ci fa ricordare e commemorare tutte le altre tragedie del lavoro italiano nel mondo. Lo facciamo ogni anno non solo nel segno del passato e della memoria ma anche per il presente: questo per farci ricordare che la Costituzione italiana definisce l’Italia una Repubblica fondata su lavoro e difende la libertà dell’emigrazione e la tutela del nostro lavoro nel mondo. L’emigrazione deve essere oggi un’esperienza positiva, come miglioramento nella carriera professionale, e la mobilità non deve essere più un sacrificio come invece accaduto ai nostri nonni. E’ obbligo dello Stato tutelare il lavoro anche di chi parte; il lavoro italiano nel mondo è stato fautore di progresso per tanti Paesi”, ha spiegato Gazzola. (Inform)